La regione del Veneto
Con una produzione di circa 7 milioni di ettolitri all'anno, il Veneto è una delle regioni produttrici di vino più importanti in Italia, e allo stesso tempo con una lunga tradizione in questo campo. Fin da prima dell'insediamento degli antichi romani, nel Veneto si coltivavano vigneti per la produzione del vino. Anche allora vi era una distinzione fra i vigneti di pianura, che fornivano vini semplici per tutti i giorni, e quelli delle colline, in cui già a quei tempi si producevano vini pregiati. Si è conservata anche la tradizione secolare della produzione di vini di uve secche, come l'Amarone (Valpolicella) e il Recioto (Soave). Entrambi questi vini provengono dalla parte occidentale del Veneto, a nord della città di Verona. Verona era un importante centro romano, e vi sorge tuttora uno degli anfiteatri romani più belli e meglio conservati in Italia. In estate, i visitatori arrivano da vicino e da lontano per assistere agli spettacoli classici che si organizzano all'Arena.
A nord di Venezia si trovano le zone vinicole della parte orientale del Veneto, fra l'altro nelle colline intorno a Treviso. Qui, nei pressi della località di Valdobbiadene, troviamo numerosi produttori di Prosecco, il popolare vino leggermente spumante di questa zona, ottenuto dalla varietà omonima di uva Prosecco. I vigneti del Prosecco si trovano in una zona collinosa, a un'altezza compresa fra 200 e 400 metri sul livello del mare. Poiché nelle immediate vicinanze vi sono numerose montagne, che raggiungono 1575 m. di altezza, in questa zona scoppiano regolarmente dei temporali, come in tutte le zone montuose. Per questo si coltivano quasi esclusivamente varietà di uva bianca, che in genere possono essere vendemmiate prima che le piogge autunnali abbiano il sopravvento.
Per il Prosecco, cui dal 1969 è stato riconosciuto il diritto di recare la dicitura Denominazione di Origine Controllata, si coltivano in totale oltre 3900 ettari di vigneti. Le 150 aziende vinicole attive in questa regione acquistano principalmente vini di base e/o uva presso le cooperative. Soltanto 10 aziende non hanno bisogno di farlo poiché dispongono di vigneti propri con i quali realizzano quasi totalmente la loro produzione di Prosecco. Devono quindi acquistare non più di una parte dell'uva dalle cooperative. La maggior parte delle qualità di Prosecco è "frizzante", vale a dire con bollicine leggere, e una pressione di anidride carbonica inferiore a 3,5 atmosfere. A titolo di confronto, lo Champagne ha una pressione di anidride carbonica di circa sei atmosfere. La produzione dei vini spumanti, tuttavia, continua ad aumentare, a scapito delle qualità frizzanti. Nel 1994 le bottiglie erano 18 milioni, a fronte di quasi 27 milioni nel 2000. Nella zona del Prosecco, ben la metà della popolazione in età lavorativa è attiva nel settore del vino.